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19 settembre 2017

Arcane Legacy... che il torneo abbia inizio!

Antica come Izmol stesso.

Padrona della Foresta Senza Fine.
Saggi consiglieri del Re di Izmol.

Il loro potere viene dal Circolo della Vita,
luogo di grandi magie e di potenti spiriti.
Le ossa dei loro Arcimaghi vivono in eterno,
fondendosi nella più potente delle loro reliquie:
l'Arco dei Jaevel.

Gli insegnamenti di una lunga dinastia di Arcimaghi
rivivranno nel Grande Torneo. Tutte le altre Casate
sono avvisate: il popolo della Foresta Senza Fine
vuole vincere!

Lady Jaevel l'Arcidruida



Dopo il periodo di pausa estivo, finalmente si ritorna a scrivere sul blog... e questa volta si parla di videogame indie made in Italy, per la precisione di Arcane Legacy un progetto del team Wisdom Games di cui sono onorato far parte!



WISDOM GAMES

Team nato nel 2014 dall'idea di un gruppo di ragazzi che condividono la passione e l'obiettivo di creare dei videogiochi focalizzati sul gameplay, nell'ultimo anno si è ulteriormente ingrandito ed evoluto inserendo nel proprio organico importanti risorse come i giovani disegnatori e illustratori Mattia Rangoni e Davide Malantuono. Di fatto i membri di Wisdom Games pur provenendo da differenti background (programmatori di professione, grafici, modellatori 3D...) e non necessariamente dall'ambito video-ludico sono tutti professionisti del proprio settore di appartenenza. Wisdom Games si propone quindi come una software house di pure stampo Indie ma pronta alla sfida dei giochi di qualità.



ARCANE LEGACY

Arcane Legacy è la prima fatica della Wisdom Games e si tratta di un'esperienza prevalentemente multiplayer, ambientata nel regno fantasy di Izmol. Basato su un gameplay strategico a turni, la componente RPG del gioco è tutt'altro che secondaria, inoltre la continua e totale randomicità delle situazioni e degli ambienti costringe il giocatore a elaborare strategie sempre diverse, senza contare che la varietà delle meccaniche di combattimento rende ogni scontro sorprendente. 
I giocatori si trovano a impersonare l'arcimago a capo di una potente dinastia pronto a scontrarsi nel più grande torneo del regno... A questo stadio di sviluppo, il gioco permette il duello tra gli arcimaghi delle casate Jaevel e Haar ma presto molte altre dinastie verranno rivelate, poiché il Re ha affidato il governo delle lande e delle valli di Izmol alle varie famiglie nobili e ai popoli che hanno dimostrato di meritare la sua fiducia...
Ma la convivenza di popoli differenti è problematica, le tensioni sono frequenti e il rischio di una nuove secolare Era delle Guerre è sempre alle porte. Per questo i duelli, per questo il Gran Torneo tra Arcimaghi è così importante!
Vista la profondità del background e la sua importanza, l'aneddotica presente durante le schermate di attesa permette di far conoscere ai giocatori alcuni retroscena delle varie dinastie...
Diciamo che non resta che provarlo... soprattutto ora che è possibile ricevere le chiavi di accesso per i test del gioco! Come? Semplice! Basta registrare la propria mail sul sito arcanelegacy.com

E non dimenticate di mettere un like sulla pagina Facebook di Arcane Legacy!

5 maggio 2017

Fra una cosa e l'altra... Warframe!


Venivano chiamati Tenno. Guerrieri di lama e fucile: maestri dell'armatura Warframe. Coloro che sopravvissero alla vecchia guerra furono abbandonati tra le rovine. 

Ora quei guerrieri sono nuovamente necessari.
I Grineer, con i loro grandi eserciti, si stanno diffondendo in tutto il sistema solare. Un appello riecheggia attraverso le stelle richiamando i Tenno ad un luogo antico. 

Stanno chiamando te.
 Lascia che Lotus ti guidi. Lei ti ha salvato dalla tua camera criostatica e ti ha dato una possibilità di sopravvivenza. 

I Grineer ti troveranno; è necessario essere preparati.
La Lotus ti insegnerà le vie dei Warframe ed i segreti dei loro poteri.
VIENI TENNO, DEVI PARTECIPARE ALLA GUERRA. 






Vista la settimana piena e lo scarso tempo da poter dedicare al blog... ecco il primo post d'emergenza. Uno sguardo a un gioco che mi aiuta a staccare il cervello di tanto in tanto...

WARFRAME!

Warframe è uno sparatutto in terza persona (di ottima qualità grafica e non solo) con impronta Action ambientato in un universo lontano, futuristico e fantascientifico. Qui i giocatori possono formare squadre da quattro membri ciascuna per contrastare gli avversari all'interno di una modalità di gioco rigorosamente in PvE. Le missioni si svolgono come una sorta di raid, caratterizzate da un obbiettivo: dallo stermini degli invasori, al sabotaggio di reattori "nucleari" e macchine di guerra, al salvataggio di ostaggi fino all'assassinio di generali ed altri importanti personaggi degli eserciti avversari.
La varietà delle missioni è offerta in realtà solo dal nome (sabotaggio, salvataggio, eliminazione ecc...) poiché quasi tutte consistono nel farsi strada in una marea di nemici fino a giungere al "punto A" nel quale risiede l'obiettivo e nel conseguente raggiungimento del "punto B", la Zona di Evacuazione, che pone fine alla missione.
Completando le missioni si può guadagnare esperienza, in tal modo si può salire di livello e potenziare il proprio Warframe (l'esoscheletro di potenziamento da cui prende il nome il gioco, di cui il modello Excalibur ricorda non troppo vagamente Gray Fox di Metal Gear) e il proprio equipaggiamento con delle "Mods", modifiche che migliorano le prestazioni del proprio personaggio assicurandogli anche particolari poteri.




La storia in poche righe?

La razza alla base della storia di Warframe è la Tenno, razza sull'orlo di estinzione dopo essere stata ridotta in schiavitù per lungo tempo dai Grineer (in gioco rappresentati come una sorta di Marine spaziali). I Grineer stanno per ottenere la loro vittoria definitiva contro i Tenno, quando questi ultimi decidono di dispiegare nuovamente in battaglia la letale arma conosciuta come Warframe, basata su una "tecnologia esoscheletrica".



Giudizio

Sono passati alcuni anni dalla sua pubblicazione su PC e in questo tempo Warframe si è evoluto mettendosi al passo coi tempi senza perdere la propria caratterizzazione. Le modifiche, recentemente apportate dal team di sviluppo, hanno svecchiato il gameplay. Inoltre l’introduzione del PvP ha messo in luce una gestione attenta e cauta dello shop in game, evitando la trappola del “Pay-to-Win”. L’offerta ludica nell’ambito operativo si è arricchita notevolmente, elevando anche la qualità grazie a restyle delle mappe di gioco. Se siete, dunque alla ricerca di un Free-to-Play ben caratterizzato, Warframe fa decisamente al caso vostro!




 

18 aprile 2017

Massimo Pinto: Il trono del padre (Non solo fumetti)

Il trono del padre (l'innocenza)
Massimo Pinto
Bastogi Libri

Il trono del padre (l'innocenza) è un romanzo psicologico-evolutivo e fanta-storico. 
Edita da Bastogi Libri nel 2016 e scritta da Massimo Pinto, questa è un'opera alla quale ho avuto il piacere di dare un mio piccolo contributo, nel 2015, in qualità di consulente letterario dell'Agenzia letteraria Herzog.
In occasione della presentazione del libro presso l'Accademia Belli di Roma, il 18 gennaio 2017, sono stato invitato dall'autore a far parte dei relatori... di seguito il paper preparato per l'evento.

Incontri in biblioteca
Presentazione de Il trono del padre
Accademia Belli


La suggestiva atmosfera rossastra di un sordido terrazzino della Roma post-umbertina e il dorato panorama del parco cui si affacciano le stanze di Napoleone II (sontuoso padiglione settecentesco della reggia di Schönbrunn - Vienna), sono i testimoni silenziosi dei drammi di due ragazzi, simili tra di loro: uno, Fausto, romano, nato nel 1944, e l'altro, il figlio di Napoleone Bonaparte, nato nel 1811.
Questa visione colorata coinvolge il lettore mediante una minuzioso presentazione e al contempo fornisce un collegamento temporale tra le storie narrate attraverso la seducente descrizione del tramonto. Tramonto, premessa di una nuova alba per Fausto, un canto a Requiem per il Re di Roma.
Basandosi apparentemente sull’opera di Edmond RostandL’Aiglon (L’Aquilotto), e sull’opera di Francesca Sanvitale Il figlio dell’impero, l’autore intreccia una complessa vicenda attorno alla figura di Napoleone II, vicenda che avrà poi i suoi risvolti nell’eredità “genetica”, quasi filiale, negli anni del secondo dopoguerra italiano.
Il trono del padre (l’innocenza) si struttura in un duplice racconto in cui si dipanano due distinte vicende che, intrecciandosi e richiamandosi, sembrano formare un unico romanzo di formazione. Passando per un’infanzia difficile e una ancora più complessa fase adolescenziale a causa delle carenze genitoriali, entrambi i protagonisti, Fausto e Napoleone II, riescono ad assumere coscienza di sé e raggiungere una piena maturità a dispetto delle avversità della vita.
Due protagonisti che infrangendo la grande distanza temporale che li separa, sono in grado di dialogare, condividendo l'assenza, fisica o morale, dei rispettivi padri sullo sfondo di grandiosi avvenimenti storici che li coinvolgono.
Rappresentando uno spaccato storico del recente passato italiano limitato temporalmente dalla Seconda Guerra Mondiale, da un lato, e dalle rivoluzioni industriali e sociali degli Anni Sessanta/Settanta, dall’altro, la storia di Fausto è permeata da una costante tensione al realismo. Al degrado e alla crudezza del Secondo Dopoguerra  italiano si contrappone il fasto e il lusso della corte asburgica, con le complicate e macchinose trame politiche che coinvolgono un giovane Napoleone II, detentore di quel trono tanto agognato dai protagonisti.
Nella sua complessità e nella sua ferocia, il testo si configura come una sorta di duplice rielaborazione del mito di Saturno, senza però mancare di presentare ulteriori riferimenti al mito o a “patologie” di origine mitologica che strutturano la crescita fisica e psicologica di Fausto e Napoleone II, come il costante onanismo, la vena narcisistica o il lieve complesso edipico.
Assieme allo sviluppo dei due, il testo è costellato di rimandi e digressioni che approfondiscono eventi e fatti storici in un regolare impiego di analessi e prolessi.
La voce narrante ci presenta questa dicotomia, popolare e nobiliare, inserendosi all’interno della narrazione: da un lato si trova Fausto, un giovane che vede il padre allontanarsi da lui, che mira una figura evanescente sempre più distaccata negli anni della crescita e della formazione del ragazzo, a dispetto di una madre presente ma sola e incapace di sopperire alla grave carenza; dall’altro il re di Roma, l’imperatore Napoleone II, orfano di padre e con una madre, l’ex imperatrice, dimentica di un figlio nato per dovere.
Il testo si prefigge, così, di dare voce a due ragazzi, a due prigionieri della propria anima, protesi verso una libera maturità e una giusta indipendenza da quella prigione costituita dalla miticizzazione della figura paterna.


Per saperne di più vi consiglio di leggere l'intervista rilasciata da Massimo Pinto ad Alessia Mocci, inoltre vi segnalo un contest con in palio una copia del libro!